L’importanza dei link interni al sito
I link interni aiutano Google a scansionare il sito e distribuiscono l'autorevolezza tra le pagine. Cosa sono, anchor text, pagine orfane ed errori da evitare.
In breve
I link interni sono i collegamenti tra pagine dello stesso sito. Contano per la SEO perché aiutano Google a scoprire e scansionare le pagine, portano l'autorevolezza ricevuta dai backlink verso le pagine da posizionare e danno contesto con anchor text descrittivi. Vanno curati evitando pagine orfane, link rotti e pagine importanti troppo lontane dalla home.
- Google scopre le pagine seguendo i link: una pagina orfana, senza link interni, viene scansionata di rado o per niente.
- I link interni portano l'autorevolezza delle pagine con più backlink verso servizi e categorie da posizionare.
- L'anchor text deve descrivere la pagina di destinazione: niente “clicca qui” né la stessa keyword esatta ripetuta ovunque.
- I link contestuali nel testo spiegano a Google i rapporti tra i contenuti meglio di menu e footer.
- Una regola pratica diffusa è tenere le pagine importanti entro tre clic dalla home.
I link interni sono i collegamenti che portano da una pagina all’altra dello stesso sito. Sono importanti per tre motivi: aiutano Google a scoprire e scansionare le pagine, distribuiscono l’autorevolezza tra le pagine del sito e danno contesto a utenti e motori di ricerca su cosa troveranno cliccando.
Si parla molto di link building, cioè di come ottenere link da altri siti. I collegamenti interni invece vengono spesso ignorati, eppure sono l’unica parte della struttura dei link che controlli al cento per cento. In questa guida vediamo cosa sono, perché contano per la SEO e come gestirli senza errori.
Cosa sono i link interni?
Un link interno è un collegamento tra due pagine dello stesso dominio: dalla home a una pagina servizio, da un articolo del blog a un altro articolo, da una categoria a una scheda prodotto. Si distingue da due altri tipi di link:
- backlink: i link che altri siti fanno verso il tuo, chiamati anche link in ingresso;
- link in uscita: i link che dal tuo sito portano verso altri domini.
I link interni si dividono a loro volta in link di navigazione, cioè menu, footer, breadcrumb e filtri, e link contestuali, inseriti nel testo di una pagina. I primi danno la struttura generale del sito, i secondi collegano i contenuti in base all’argomento.
Perché i link interni sono importanti per la SEO?
I link interni lavorano su tre fronti: scansione, distribuzione dell’autorevolezza e contesto. Tutti e tre incidono su come Google vede il sito e su come lo usano le persone.
Scansione e indicizzazione
Googlebot scopre le pagine soprattutto seguendo i link. Una pagina ben collegata viene trovata presto e scansionata spesso. Una pagina raggiungibile solo dalla sitemap, o peggio da nessun link, viene scansionata di rado e rischia di restare fuori dall’indice. Su un sito con migliaia di pagine, come un e-commerce, una buona struttura interna aiuta anche a non sprecare il crawl budget su pagine poco utili.
Distribuzione dell’autorevolezza
Ogni link trasmette una parte del valore della pagina da cui parte. Le pagine che ricevono più backlink, di solito la home e pochi articoli molto citati, accumulano più autorevolezza. Con i link interni puoi far arrivare parte di questo valore alle pagine che vuoi posizionare, come i servizi o le categorie principali. Per questo una struttura interna curata aumenta l’efficacia dei backlink ottenuti con la link building: il valore che entra dall’esterno non resta fermo sulla pagina che lo riceve.
Contesto per utenti e motori di ricerca
Il testo del link, l’anchor text, dice a Google di cosa parla la pagina di destinazione. Allo stesso modo dice all’utente cosa troverà se clicca. Un link al momento giusto accompagna il lettore verso l’approfondimento o il servizio che gli serve, aumenta le pagine viste per visita e rende più probabile una richiesta di contatto.
Come scrivere un anchor text efficace?
Un buon anchor text descrive in poche parole il contenuto della pagina di destinazione. Deve avere senso anche letto da solo, fuori dalla frase. Alcune regole pratiche:
- usa parole che descrivono l’argomento, per esempio “guida alla scelta dell’hosting” invece di “clicca qui” o “leggi di più”;
- resta breve: bastano da due a sei parole, senza trasformare mezza frase in un link;
- varia la formulazione: ripetere sempre la stessa parola chiave esatta su decine di link sembra forzato;
- fai in modo che l’anchor corrisponda davvero alla pagina: un link che promette un argomento e ne apre un altro fa perdere fiducia all’utente.
Link contestuali o link di navigazione: che differenza c’è?
I link di navigazione si ripetono su tutte le pagine o su intere sezioni. Servono a orientarsi e a raggiungere le pagine principali in pochi clic. Proprio perché sono uguali ovunque, danno poche informazioni sul rapporto tra una pagina e l’altra.
I link contestuali invece stanno nel corpo del testo e collegano contenuti che trattano argomenti vicini. Hanno un anchor text specifico e un contesto intorno, fatto delle frasi che li precedono e li seguono. Per questo sono i più utili per spiegare a Google quali pagine sono collegate e quale è la più importante su un tema. Un sito ben fatto usa entrambi: la navigazione per la struttura, i link contestuali per i collegamenti tra i contenuti.
Cosa sono le pagine orfane e come si trovano?
Una pagina orfana è una pagina pubblicata che non riceve nessun link interno. Gli utenti non possono raggiungerla navigando e Google la trova solo se è nella sitemap o se un altro sito la collega. Capita spesso con vecchi articoli, landing page di campagne concluse o prodotti tolti dalle categorie.
Per trovarle confronta due elenchi: le pagine che un crawler come Screaming Frog raggiunge partendo dalla home e le pagine che risultano nella sitemap, in Google Search Console o in Google Analytics. Quelle che compaiono solo nel secondo elenco sono orfane. A quel punto decidi: se la pagina è utile la colleghi da pagine pertinenti, se non lo è la unisci a un’altra con un redirect 301 o la togli.
Quanti clic devono separare una pagina dalla home?
La profondità di clic è il numero di clic necessari per arrivare a una pagina partendo dalla home. Più una pagina è lontana, meno spesso viene scansionata e meno autorevolezza riceve. Una regola pratica diffusa tra chi fa SEO è tenere le pagine importanti entro tre clic dalla home.
Non è un limite fissato da Google, ma un buon indicatore. Se un servizio o una categoria importante si trova a cinque o sei clic, per esempio in fondo a una paginazione del blog, vale la pena collegarla dal menu, da una pagina hub o dagli articoli più visitati.
Quali sono gli errori più comuni con i link interni?
Questi sono gli errori che troviamo più spesso quando analizziamo la struttura interna di un sito:
- Link rotti o con redirect: link verso pagine che danno errore 404 o che passano da uno o più redirect, invece di puntare all’indirizzo finale.
- Anchor text generici: “clicca qui”, “scopri di più” o “questo articolo” non dicono nulla sulla pagina di destinazione.
- Pagine orfane: contenuti pubblicati e mai collegati, che Google scansiona poco o per niente.
- Pagine importanti troppo in profondità: servizi e categorie raggiungibili solo dopo molti clic.
- Nofollow sui link interni: su link verso pagine del proprio sito non serve e impedisce di trasmettere valore.
- Link non scansionabili: collegamenti creati solo con JavaScript, senza un normale tag
<a href>, che Google può non seguire. - Troppi link nella stessa pagina: decine di link tutti uguali nel testo confondono l’utente e diluiscono il peso di quelli davvero utili.
- Più pagine in concorrenza: link con la stessa anchor verso pagine diverse, che non fanno capire a Google quale posizionare.
Come migliorare i link interni di un sito?
Il lavoro si può fare in modo ordinato, anche su siti già online da anni:
- fai una scansione completa del sito con un crawler e annota link rotti, redirect, pagine orfane e profondità di clic;
- scegli le pagine prioritarie, cioè quelle che portano contatti o vendite e quelle che vuoi posizionare;
- individua le pagine più forti, quelle con più backlink o più traffico, e aggiungi da lì link contestuali verso le pagine prioritarie;
- quando pubblichi un nuovo contenuto, collegalo dagli articoli esistenti sullo stesso tema e non solo dall’elenco del blog;
- ripeti il controllo a intervalli regolari, perché ogni pagina tolta o spostata può creare nuovi link rotti.
I link interni vanno curati insieme ai contenuti e ai backlink, non dopo. Se vuoi un’analisi della struttura interna del tuo sito, con le priorità di intervento, è una delle attività che svolgiamo nella consulenza SEO per aziende.
Domande frequenti
- Che differenza c'è tra link interni e backlink?
- I link interni collegano pagine dello stesso sito e li controlli tu. I backlink sono i link che altri siti fanno verso il tuo e si ottengono con contenuti di qualità e link building. Lavorano insieme: i link interni distribuiscono alle altre pagine l'autorevolezza che i backlink portano sul sito.
- Cos'è una pagina orfana in SEO?
- Una pagina orfana è una pagina pubblicata che non riceve nessun link interno. Gli utenti non la raggiungono navigando e Google la trova solo tramite sitemap o link esterni. Per scovarle confronta le pagine raggiunte da un crawler partendo dalla home con quelle presenti in sitemap e Search Console.
- Quanti link interni inserire in un articolo?
- Non esiste un numero fisso: conta la pertinenza. Inserisci un link quando la pagina di destinazione approfondisce davvero ciò di cui stai parlando, con un anchor text che la descriva. Evita decine di link uguali nello stesso testo, perché confondono il lettore e diluiscono il peso dei collegamenti utili.
- I link interni devono essere nofollow?
- No. Il nofollow sui link verso pagine del tuo sito non serve e impedisce di trasmettere valore alla pagina di destinazione. Se una pagina non deve comparire su Google usa il meta tag noindex. Il nofollow, o gli attributi sponsored e ugc, hanno senso sui link esterni a pagamento o inseriti dagli utenti.